Luogo in cui si incrociano piu strade;
SIN. crocevia, incrocio
Il crocicchio
"L'importanza simbolica del crocicchio è universale ed è strettamente connessa alla particolare situazione di incrocio dei cammini, che ne fa una sorta di centro del mondo per colui che vi si trova sopra. Luoghi epifanici (di apparizioni e di rivelazioni) per eccellenza, i crocicchi sono visitati dai genî, di solito temibili, che l'uomo ha interesse a conciliarsi e infatti, in tutte le tradizioni, vi sono stati innalzati degli obelischi, altari, pietre, cappelle o iscrizioni. Il crocicchio è per eccellenza il luogo che fa fermare e riflettere, è anche il luogo di passaggio da un mondo ad un altro, da una vita all'altra, dalla vita alla morte[…].
Il crocicchio più famoso, don Abbondio incontra i Bravi
[…] In breve, presso tutte le civiltà, il crocicchio rappresenta l'ignoto e, come la naturale reazione umana di fronte all'ignoto è la paura, così il primo aspetto del relativo simbolismo è l'inquietudine. Nei sogni il crocicchio tradisce il desiderio di un incontro importante, solenne e in qualche modo sacro; può anche rivelare la consapevolezza di trovarsi all'incrocio dei cammini e di dover prendere un orientamento nuovo e decisivo. Secondo l'insegnamento simbolico di tutte le tradizioni, una sosta al crocicchio, sembra di rigore, come se fosse necessaria una pausa di riflessione, di raccoglimento sacro oppure di sacrificio, prima di proseguire per il cammino scelto. Il crocicchio è anche il luogo dove si incontrano gli altri, tanto esterni che interni; è il luogo privilegiato delle imboscate e richiede attenzione e vigilanza.
La triplice Ecate (dea greca dei crocicchi appartenente ai tre mondi:Cielo, Terra e Inferi; raffigurata con un triplice corpo, tre teste e un triplice ruolo a seconda che la si considerasse come la dispensatrice di tutti i doni ai mortali, la sorgente di ogni gloria e la più sapiente nell'arte magica degli incantesimi) e Ermes psicopompo (trasportatore di anime) si trovano ai quadrivi perché li noi dobbiamo scegliere, per noi e in noi, fra il cielo, la terra e gli inferi.
Nella vera avventura umana, cioè l'avventura interiore, al crocicchio non troviamo mai altro che noi stessi: abbiamo sperato in una risposta definitiva, ma esistono solo nuove strade, nuove prove e nuovi cammini davanti a noi. Il crocicchio non è una fine, ma una sosta, un invito a proseguire e ci si ferma soltanto se vogliamo agire sugli altri, nel bene o nel male, o se ci sentiamo incapaci di decidere il nostro stesso destino. Esso è allora il luogo della meditazione e dell'attesa, non dell'azione, ma è anche il luogo delle speranze, simbolizzando non la fine della strada seguita, bensì una possibilità sempre nuova di scegliere – ma in maniera irreversibile! – la strada da seguire.
A mostrarci tutta la potenza di questo simbolo, sono i racconti in cui il crocicchio stesso scompare, dopo il passaggio dell'eroe".
Tratto da Chevalier, Gheerbrant, Dizionario dei simboli, Bur 2007, pp351-355.A mostrarci tutta la potenza di questo simbolo, sono i racconti in cui il crocicchio stesso scompare, dopo il passaggio dell'eroe".
Viktor Vasnecov (1848-1926) Cavaliere al crocicchio 1878. Olio su tela.
Museo di Arte Russa di Kiev, Ucraina.
Museo di Arte Russa di Kiev, Ucraina.

















